Presente plurale (ovvero riflessioni veloci)

Lo sai? C’è una grammatica precisa nelle questioni di cuore. Tu puoi dire quel che ti pare. Ma devi stare attento e farti capire.

Chè pensi sia facile dire di te. Io sono, io credo, io penso. Autoreferenziale. E diventi il centro del mondo, o forse vorresti. Ma ti perdi qualcosa per strada e trascini in un angolo buio chi divide una storia con te.

Chè pensi sia facile parlare di me. Tu sei, tu credi, tu pensi. E sposti lontano da te quello che non funziona. Lo impacchetti ben bene e spedisci ad indirizzi diversi quello che a te non va di sentire. E un corriere che faccia questo lavoro per te esiste di già e declina il suo itinerario al ritmo dei “tu”. Ovunque, ma altrove da te.

Chè invece una storia di declina coi “noi”. E se la storia è fatta d’amore lo senti nelle parole. Parliamo. Andiamo. Sentiamo. Facciamo. Siamo. Amo. Continuamente. Il noi è il passaporto delle storie più vere.

Declinate cosi, al presente plurale.

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One thought on “Presente plurale (ovvero riflessioni veloci)

  1. nicolafusc ha detto:

    L’ha ribloggato su NYCOOLA .

fammi sapere cosa ne pensi...

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