Riflessi filmati

Tramite un link sull’account Twitter de IlPost sono arrivato alle foto della morte di Gheddafi. Non contento, ho visto anche il video su Corriere.it. Sono immagini forti, non c’è dubbio. E lo sono per due motivi. In primo luogo per la situazione in sé; in secondo luogo per la portata dell’evento. Rimango sempre più colpito da come la Storia si svolga sotto i nostri occhi, quotidianamente. Per un attimo ho ripensato al mio libro di storia delle medie. Studiavamo la seconda guerra mondiale. Le immagini pubblicate a margine del testo raccontavano di Piazzale Loreto. Erano immagini un po’ confuse; di certo erano pellicole vecchie di cinquant’anni, ma c’era anche quella sensazione di cosa lontana, storica ma non vissuta che inevitabilmente rendeva tutto distante, lontano. Oggi le immagini ci raggiungono con una velocità sorprendente e portano il mondo dentro le nostre vite. Per banale che sia, continuo a stupirmene. Ed insieme alla storia, che accade nel momento in cui ne vediamo risolversi i nodi, arrivano le immagini della guerra, della morte. E’ un momento strano quello in cui ti confronti con queste immagini, vorresti avere dei sentimenti che non hai, provi delle sensazioni che non vorresti provare. Ma è giusto che sia così. Se rimanessimo indifferenti saremmo scatole vuote portate in giro dal vento.

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