Internet Is My Religion

 

Beh, non e’ esattamente la MIA religione, ma di certo e’ quella di questo tizio, e lui parla per qualche milione di persone.

Jim Gilliam è un ex Cristiano evangelico, è sopravissuto per due volte ad un cancro ed è un appassionato assertore delle sue convinzioni. Quello che oggi lo convince più di ogni altra cosa è la necessità di avere fiducia nel prossimo, che Dio esiste davvero e che “internet è la mia religione”. Sostiene di vedere grazia e bontà in molto di quello che accade online, ed usa il linguaggio della religione per cercare di identificare una scintilla di verità, di bene e di bello. Non mi interessa giustificare la sua fede nell’Internet, ma credo che Internet, data anche la sua scala planetaria, continuerà a rappresentare una sorta di metafora religiosa, man mano che cresce e si sviluppa. Credo che ci dovremo abituare allo sviluppo di nuove religioni basate sul concetto di anima planetaria. Come una rete di neuroni elettronici attorno al mondo, che connette fra loro tutti gli esseri senzienti. La Noosfera si trasformerà da pura speculazione ipotetica di un clerico cattolico in una vera e propria concorrente delle fedi ordinarie. E’ probabile che ci sarà un proliferare di sette e culti che prenderanno molto seriamente l’idea di uno spirito planetario come riflesso del divino.

La storia dell’universo va dal cosmo alla vita alla tecnologia ed, infine, a solo Dio sa cosa. Io penso che la cosa divertente in tutto questo è che l’avvento del “Dio solo sa cosa” può anche significare l’inizio di un’era di religione, spiritualità e deismo. Ad un certo punto questo mantello infinito di neuroni sparso per tutto il globo, produrrà qualche specie di impulso, determinerà qualche comportamento, qualche nuovo fenomeno si manifesterà anche per coloro che non fanno parte della nostra schiera, e qualcuno non potrà fare a meno di vederci dentro Dio. E come sempre accade, fenomeni di questa portata si trascinano dietro reazioni diverse. Stupore in primo luogo. E poi paura. Paura di non riuscire ad entrare in contatto con quanto già oggi fa parte del nostro quotidiano, una sorta di respiro globale, planetario.

Internet diventerà una religione in parte perché ogni cosa avviene su Internet, comprese tutte le altre religioni. E diventerà una religione perchè è riuscita a creare una sorta di Altro, un alieno vero e proprio con il quale entriamo in contatto direttamente e quotidianamente. La natura “diversa” di questo soggetto determinerà l’accensione di una serie di interruttori sintonizzati sull’idea di nuova coscienza collettiva, da cui deriveranno interessanti correlazioni con le religioni rivelate. Ci saranno dei dogmi. Questo è sicuro. Dovrai usare Internet in questo modo e non in quest’altro. Non fare quello o fai questo. Collegati qui e non lì. Altrimenti sarai escluso dal suo circolo virtuoso.

Basta così. In buona parte questi sono vaneggiamenti di futuro in stile Terminator (qualcuno ricorda la “sinistra coscienza” di Skynet e l’inizio della guerra tra uomini e macchine?). Sta di fatto comunque che molto di quello che ho scritto in questo post assomiglia, se non ad un fatto religioso, sicuramente ad un fatto culturale. Internet apre le nostre menti, allarga le nostre conoscenze, stimola la nostra curiosità. E di certo, ci aiuta a credere che il mondo può essere un posto migliore.

In questo senso, Internet è la mia religione. E non la rinnegherò nè l’abbandonerò mai.

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