Ipocrisia dell’incoscienza

Una delle notizie della settimana è, senza dubbio, la riconosciuta legittimità delle unioni omosessuali sancita dallo stato di New York. Non sto qui a sdilinquirmi sull’opportunità o meno di questo riconoscimento. Non è evidentemente una questione sentimentale ma banalmente giuridica. E per questo decisamente più rilevante. Il nostro Paese, da sempre in prima linea nel difendere con anacronistico bigottismo presunti principi di civiltà morale, è come sempre in ritardo. Ed è ancora più in ritardo se si considera l’annosa questione del riconoscimento delle unioni di fatto. Non riusciamo ancora a liberarci dallo spettro del concubinato, figurarsi se poi questo si tinge dei colori dell’infame spettro dell’omosessualità. Tutti a confessarsi. In realtà sarebbe auspicabile dare un inquadramento a situazione che, come la nostra Costituzione si affretta a ricordare, non appaiono rilevanti dal punto di vista dei sessi in gioco, ché, diversamente, si scadrebbe nella più evidente discriminazione; diversamente, la cosa è quanto mai importante perché sarebbe corretto dire quali sono diritti e doveri di coppie il cui mancato unirsi in matrimonio non può pregiudicare assetti patrimoniali, familiari e giuridici che comunque, al pari delle coppie “normali”, si consolidano e determinano conseguenze potenzialmente di un certo rilievo.

Che poi nel nostro Paese non vi sia un politico, o, meglio sarebbe, una classe politica che si prenda la briga, non già di contestare l’impostazione vaticanista (che ricordiamo ci è già costata lo sviluppo scientifico dello sfruttamento a scopi medici delle cellule staminali) del nostro pensare nazionale, ché sarebbe una perdita di tempo, ma di far valere principi di civiltà, è questione che definirei arrugginita. Una nazione che si vanta di essere erede della più illuminata esperienza giuridica, quella romana (società che riconosceva senza ipocrisia alcuna l’unione omosessuale), riesce nel paradossale esito di non sapere tirare fuori un ragno dal buco. Giustificare i puttanieri è esercizio indubbiamente meno gravoso.

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