Tech to cash: il primato svedese

Per il secondo anno consecutivo, la Svezia e Singapore hanno ottenuto i migliori risultati nel mondo in termini di utilizzo delle nuove tecnologie per dare slancio alle proprie economie. La lista dei Paesi virtuosi è dominata dal Nord Europa: Svezia prima, Finlandia terza, Danimarca ottava, Norvegia nona. Il resto della top ten include, come detto, Singapore e poi Taiwan, Corea del Sud, Stati Uniti (quinti) e Canada. Le classifiche sono basate su tre fattori: il complessivo “environment” dell’IT (tenendo presente qualità delle infrastrutture e legislazione di merito; grado di compatibilità tra individui, business, governi e tecnologia; livello di utilizzo delle tecnologie attualmente disponibili. Nella sostanza il range degli elementi davvero salienti è quanto mai ampio comprendendo, ad esempio, il costo di una linea telefonica mobile, il costo di un brevetto software e le leggi anti pirateria. Ironicamente, la Libia è scesa di 23 posizioni come pure l’Egitto. Non sembra che questa situazione possa essere imputata al recente blocco di Internet durante le proteste nordafricane (quanto il tuo sistema bancario non può essere online, non si può dire che il sistema economico stia facendo buon uso della tecnologia) ma può costituire un segnale di come alcune tensioni sociali vengano registrate anche a questo livello. L’ultimo Paese della lista è il Ciad. I Paesi africani dominano la parte più bassa della classifica in compagnia di alcuni Paesi sudamericani: la Bolivia è infatti terz’ultima.  Bisogna dire che la copertura giornalistica di queste classifiche è stata decisamente variabile quanto ad umori e sensazioni: il NYTimes ha stigmatizzato la posizione degli USA definendola deludente mentre i media neozelandesi hanno dato grande enfasi al 18esimo posto raggiunto dai kiwi.  Il motivo per cui i Paesi nordeuropei siano in così alta posizione di classifica è questione aperta. L’interpretazione più comune è che in quelle società si combinano perfettamente alcuni ingredienti fondamentali come una elevata scolarizzazione, buon livello culturale medio e particolare attenzione dei governi alle nuove tecnologie: grandi investimenti ribaltati sull’utente finali a costi contenuti. E’ certamente rilevante osservare che la Finlandia, terza in classifica e casa della Nokia, è stato il primo paese del mondo a dichiarare l’accesso a banda larga ad 1MBps un diritto fondamentale dei propri cittadini.

E l’Italia? E’ passata dal 38esimo posto del 2006/2007 al 51esimo attuale. Se è vero che siamo una delle 8 potenze economiche mondiali, facciamo di tutto per non dimostrarci tali.

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