Geek on the job

La questione del precariato in generale, e l’affare Paola Caruso in particolare, hanno destato alcuni ricordi legati al mio primo contratto di lavoro ed hanno indotto nuove riflessioni sulla possibilità, costantemente percorsa ma mai fino al risolutivo “fin in fondo”, di cambiare la mia attuale occupazione. Di una cosa ho certezza, ché qualche esperienza credo di averla fatta, almeno in questo settore. Che si stia cercando un nuovo lavoro o si voglia provare il brivido della “prima occupazione”, il mercato del lavoro è una sfida notevole. Conosco bene la difficoltà che vive chi cerca un lavoro a tempo pieno. E la ricerca di un nuovo lavoro, più di quanto avvenisse in passato, inevitabilmente coinvolge anche alcuni aspetti tecnologici. In realtà, un geek ben informato può facilmente aggirare l’ostacolo. E qui di seguito riporto una sorta di decalogo geek particolarmente utili per chi vuole intraprendere l’impegnativa quest. Perché, del resto, mi definisco un geek e vorrei trovare un lavoro geek, o almeno, un lato geek in quello che faccio.

1. Prenderla da lontano. Di sicuro esistono molti motori di ricerca in grado di guidarci nell’affannoso tentativo di dare la svolta alle nostre vite. E questi motori di ricerca listano milioni di possibili impieghi. Sfortunatamente, molte delle proposte sono completamente irricevibili, dal momento che si tratta di lavori non remunerati o remunerati al minimo. Anche gli aggregatori di offerte di lavoro non sembrano molto soddisfacenti: in primo luogo sono pieni di banner pubblicitari e poi, presentano minimi contenuti per gli utenti standard, mentre offrono maggiori servizi per gli utenti premium, quelli disposti a pagare una cifra maggiore per ricevere contenuti ulteriori. Come a dire, non lavoro, ma mi avanzano i soldi.

2. Concentrarsi sull’obbiettivo. Credo che le opportunità più interessanti si possano trovare direttamente sui siti Internet delle singole aziende, nel famoso campo “Lavora con noi”. E questo perché l’offerta di lavoro è normalmente e naturalmente accompagnata dalla possibilità di avere una prima presa di contatto con l’azienda che stiamo esplorando, trovano possibilmente informazioni utili, quanto meno ad un eventuale colloquio.

3. Start local. Una delle principali risorse di cui disponiamo grazie alle nuove tecnologie è rappresentata dai servizi di geolocalizzazione. Cerchiamo le opzioni che riteniamo più interessanti anche attraverso i servizi di prossimità, potremmo rimanere colpiti della quantità di opportunità che abbiamo sotto il naso e che, forse proprio per questo, risultano ancora più difficili da individuare.

4. Aumentare il proprio stato-geek. Ho sempre sostenuto che una delle caratteristiche che distingue il geek da altre categorie umane è la capacità di imparare e di imparare molte cose. E questa costituisce una delle possibili caratteristiche chiave che un buon geek può spendere nella ricerca di un primo lavoro o nel tentativo di cambiare quello che già ha. Essere uomini chiave perché in grado di svolgere più compiti mantenendo alta la qualità media del proprio contributo, rappresenta un possibile fattore di successo di notevole rilevanza.

5. Be social. Lo stereotipo del geek asociale è vivo e vegeto. E per molti di noi questa rappresenta una “scomoda verità”. Ma lo sforzo che dobbiamo fare è quello di far venire fuori il meglio di noi, innanzitutto parlando. Abbiamo quindi la possibilità di trasferire informazioni su noi stessi, tratteggiando la nostra personalità con poche parole, il più possibile efficaci, precise e circostanziate. Se il dialogo non è il nostro forte, possiamo pensare di fare tutto per iscritto.

6. Be current. Si deve essere al passo con i tempi, si deve sfruttare la tecnologia per la quantità smodata di informazioni che è in grado di fornire. Documentarsi, chiedere, leggere ci consente di essere interessanti, ci permette di affrontare un colloquio di lavoro con maggiore serenità per il solo fatto di aver avuto accesso ad informazioni rilevanti in ordine non già alla nostra collocazione rispetto ad un certo lavoro, ma quale sia il destino (possibile o prevedibile) di una certa attività economica.

7. Guardare tutto il quadro. Può essere interessante studiare i rating di borsa di alcune grandi società dove si vorrebbe provare ad essere assunti o riuscire ad accedere a strumenti di valutazione delle aziende tali di confortare o comunque fornire indicazioni utili alla nostra scelta. E’ sempre una buona cosa concentrare la propria attenzione su quelle aziende che riescono a costruire buoni ambienti di lavoro, tali da favorire l’integrazione e la condivisione in uno spirito in cui la competizione, se esiste, sia integralmente rivolta all’affermazione del prodotto e non del singolo. Questo idilliaco scenario, per quanto difficilmente riscontrabile, è pur sempre da tener presente, quanto meno come obbiettivo a tendere, stante la durata normalmente “indeterminata” dei contratti di lavoro. Come a dire: se devo rimanerci tutta la vita, che sia un ambiente in grado di scongiurare un tentativo di suicidio…

8. Il primo appuntamento. Scrivere una lettera di presentazione non è facile. Scriverla male è quasi automatico. Di certo non è il caso di affidarsi al copia e incolla. C’è gente che per mestiere legge lettere di questo tipo e si accorge facilmente dell’assenza di elementi personalizzanti. Meglio usare il proprio linguaggio, ricordando sempre che stiamo presentando la nostra candidatura cercando di puntare su aspetti qualificanti della nostra professionalità e della nostra persona.

9. Superare le limitazioni tecnologiche. L’abbiamo detto. Un geek sa fare un sacco di cose. E non deve necessariamente lanciarsi in proposte di impiego esclusivamente rivenienti dal settore IT. L’importante è l’approccio mentale giusto, l’apertura mentale giusta e la capacità e la volontà di imparare.

10. Non arrendersi. Questo mi riguarda da vicino. Ok, hai un lavoro, ma non è quello dei tuoi sogni. Non è il caso di mollare, né di accontentarsi. In primo luogo si tratta comunque di esperienza, che torna comoda, sempre. In secondo luogo può costituire un’occasione di contatto, di verifica della disponibilità di nuove possibilità. Bisogna sempre completare tutte le quest. Poi si sale di livello.

 

 

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