A mia figlia

Le scadenze importanti hanno sempre i numeri dispari. I numeri dispari sono perfetti. Non puoi dividerli in due precise metà. Nè puoi decidere da quale parte stare. I numeri dispari segnano uno spartiacque, sono strade dritte in mezzo alle curve e vanno verso la loro destinazione senza stazioni intermedie. Ma, proprio come tutte le scadenze, i numeri dispari sono, per noi che li vediamo scorrere dal balcone da cui vediamo la vita succedere, momenti importanti, rotondi, pieni. Sono il momento in cui, spesso, e lo vedrai nel futuro, molti di noi cercano da qualche parte una matita ben appuntita con cui tirare una riga e fare due conti. Si chiama bilancio. Si chiama pro e contro. Si chiama sconfitta. Non è questo il tuo tempo, però. Il tuo è il secondo numero dispari della tua vita, è un momento importante, è un rito di passaggio. E’ futuro che accade e diventa presente. 

In occasioni come queste si compra un regalo, si prepara una torta, si spegne una candelina. Faremo tutte queste cose. Ogni anno. Ma oggi, qui, ed ora, ho voglia di prendere una bottiglia vuota e metterci dentro un messaggio da affidare ai venti ed ai mari che attraverseremo insieme e che, un giorno, attraverserai da sola. Se vorrai, questa bottiglia, questo messaggio, potrai portarlo con te. Dentro troverai me, il me stesso che è improvvisamente cambiato quando ha incrociato il tuo sguardo. Il me stesso che è morto e rinato, che è sempre lo stesso e non assomiglia mai a quello di prima. Hai trovato me con le mie contraddizioni, col mio brutto carattere, con la voglia di essere sempre la cosa migliore che ti possa accadere. Sopportami.

Tre anni fa, ti ho tenuta in braccio la prima volta. Eravamo in una stanzetta. Avevo quella camicia rossa, tipo mago Galbusera, che spesso metto ancora oggi. Tu eri la cosa più piccola che avessi mai visto. Piccola che potevo romperti stringendoti un pò. Ora sei più grande. Eppure, cosa affascinante e misteriosa, cresci rimanendo piccola. Ai miei occhi lo sarai per molta parte della tua vita, anche se so che arriverà un momento in cui tutto questo diventerà l’illusione di un vecchio. Forse perchè i sogni dei giovani, se non realizzati, diventano le illusioni dei vecchi? Forse. Ma voglio sperare che non sia così. Non voglio illudermi e, è strano lo so, non voglio che questo sogno si realizzi. Perchè voglio vederti libera di diventare quello che vorrai.

Ho un desiderio. Uno. Lo esprimo oggi, nel giorno del tuo compleanno. Quando sarai grande, andremo insieme, tu ed io, sulla cima di un monte. Non importa se sia il monte più alto del mondo o quello più basso. Quello che importa è che saremo tu ed io. E da lì, guarderemo insieme i tuoi sogni arrivare lontano.

Papà.

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